Qualcuno ha bisogno di un Mediatore condominiale. Chiedete e vi sarà risposto

Dove siamo
In un condominio, in città, forse apparentemente un po’ diverso, per la sua conformazione edilizia rispetto ai soliti condomini. Una parte costituita da un piccolo edificio con 5 appartamenti, l’altra parte formata da 4 villette a schiera con autorimessa ed un piccolo spazio verde sul davanti.
Parti coinvolte
Un inquilino della prima villetta autonoma da solo che per comodità chiameremo (P1) e nella villetta confinante una famiglia con 2 bambine (P2)
Criticità e Punto di scontro
Entrambi erano proprietari, P2 durante un’Assemblea Condominiale,con la presenza dell’Amministratore, espose una loro necessità: montare dei pannelli solari sul tetto in grado di fornire alla famiglia riscaldamento e acqua calda; la richiesta venne accolta ed i pannelli montati a loro spese, ma qualcosa non andò come previsto.
Il Problema
A montaggio terminato, alcuni pannelli debordavano sulla parte di tetto dell’inquilino P2 e questo alla prima nevicata aveva causato la caduta sottostante di neve e ghiaccio sul davanzale della finestra di P1. Come se non bastasse, i piccioni si erano spostati a nidificare proprio sotto i pannelli posti sulla parte di tetto del P1, causando un accumulo di guano sottostante.
Il Pregresso
Tra i due condomini c’era già stato un fatto pregresso che aveva fatto nascere tra loro uno stato di disaccordo dovuto al non riconoscimento dei danni causati e subiti rispettivamente da P2 al P1. L’episodio riguardava i lavori di ristrutturazione interna della scala nell’appartamento del P2, con il cambio di posizionamento, lavori che avevano procurato una crepa nel pavimento adiacente al bagno del P1, la cui parete era a muro con quella del P2. Ci fu anche un secondo fatto, il posizionamento di una grande antenna sul tetto del P2 che aveva oscurato la visione di alcune televisioni private alla televisione del P1, che nonostante si fosse dotato di apparecchi per amplificare la potenza della sua antenna, non riuscì a risolvere il problema. Entrambi i fatti, non vennero mai riconosciuti, né vi era stato un accordo per risanare e risolvere i danni del P1.
Un’Assemblea condominiale straordinaria
Come se non bastasse, a tale malcontento si aggiunse il fatto non irrisorio, dovuto alla situazione del proprietario dell’ultima villetta, che aveva degli insoluti, aumentati nel tempo nei confronti del condominio da cui desiderava staccarsi, non intendendo saldare il conto finale, ma proponendo una cifra minore per saldare quanto dovuto e questo aveva creato conflittualità da parte di tutti i presenti che non intendevano addossarsi la parte mancante.
L’Amministratore aveva già incaricato un tecnico specializzato che potesse verificare la presenza della crepa,nel pavimento del P1 ed ora sentiva nell’aria lo stato di tensione che aleggiava tra i condomini, ma volavano parole grosse, e pur cercando di riportare la calma attraverso un’esposizione di possibili soluzioni, non riuscì nel suo intento.
Il tecnico che aveva avuto l’incarico, pur verificando lo stato delle cose, non poté asserire con sicurezza se tale crepa nel pavimento fosse già presente prima dei lavori edilizi intrapresi da P2, pur ammettendo che il conseguente movimento poteva essere la causa. Fu un periodico a fumetti che gli venne in aiuto, dentro di sé, rise pensando a cosa avrebbe fatto in questa situazione un mitico personaggio di Topolino, quel genio di Archimede che avrebbe trovato una soluzione-invenzione che risolvesse il problema rasserenando tutti gli animi.
E l’idea si materializzò, pronta su un piatto. Perché non provare a far intervenire un Mediatore condominiale di cui aveva sentito parlare da un suo collega? Si prese un po’ di tempo prima di proporlo ai condomini, per contattarlo, conoscerlo personalmente e per prospettargli il problema in cui si era arenato ma non arreso. Gli piacque, il modo di parlare, il tono di voce calmo e rassicurante, la padronanza e conoscenza di tematiche di tale genere che mostravano la sua professionalità, comprensiva di un lato ludico. Il Mediatore accettò l’incarico chiedendo come primo step, di incontrare i condomini P1 eP2 insieme a lui.
Non fu un percorso facile e nemmeno rapido, a volte si aveva la sensazione di navigare a vista, altre volte di fare piccoli progressi che in pochi attimi si dissolvevano nell’aria circostante, fino a chiudersi in allontanamento dalla sede degli incontri. Furono prospettate diverse soluzioni, alcune con tempi di realizzo più veloci,altre con tempi più lunghi ma più risolutivi, ma niente pareva rispondere a ciò che volevano indistintamente sia P1 che P2.
1° step : far accettare i rispettivi ruoli che ancora non erano chiari
Chi ha fatto…
A chi……
Cosa ha provocato…
Chi aveva subito l’azione dannosa…
Chi accettava di aver provocato il danno…
La responsabilità … la causalità…
Le parole spese.…
Lo scambio dei ruoli
2°step : occorreva il parere di una terza figura, un tecnico che potesse con la sua consulenza,stabilire e relazionare in modo univoco ed oggettivo, la causa e la tipologia del danno.
3° step : riuscire a quantificare economicamente il danno.
4° step : raccogliere i dati finali e darne lettura a P1 e P2
5° step : far condividere ed accettare la riparazione dei danni e rinfrancare la relazione tra tutti i condomini in un nuovo clima di fiducia e di rispetto.
Visto così sembrava un percorso facile da adottare e poi trasferire in altre situazioni conflittuali condominiali, in realtà costò tempo, fatica, un coinvolgimento empatico e attivo, e alla fine non giunse ad un’assunzione di responsabilità con l’esborso anche economico del danno (risistemazione pannelli fotovoltaici sul tetto,posizionamento antenna…) almeno fino a quel momento, pensò tra sé e sé, il Mediatore, chissà se lavorandoci più tempo potesse cambiare la prospettiva. E così fu. Il frutto proibito nato dall’unione di due aspetti fondamentali quali la competenza e la dovuta pazienza di un bravo Mediatore condominiale, finalmente maturò e fu pronto per essere raccolto e condiviso. I due condomini P1 e P2, giunsero ad un proficuo accordo per entrambi, riuscirono a relazionarsi senza entrare in conflitto e ad accettare un programma di risistemazione dei danni in un arco temporale congruo per tutti e due. Questo portò a cascata una ricaduta sulla tensione percepita durante le assemblee condominiali, trasmettendo una nuova modalità di poter esporre le proprie problematiche tra i condomine e ciò fu un altro merito del lavoro compiuto dal Mediatore.

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