Last Updated on 23 Febbraio 2026 by Avv. Nunzio Costa
In arrivo un decreto fiscale che mira a introdurre strumenti di sanatoria volti a limitare l’impatto economico sui cittadini e sulle imprese coinvolte in irregolarità formali o tecniche. Questa iniziativa non include tuttavia coloro che hanno abusato degli incentivi previsti.
Per il Superbonus, e in particolare per i condomini che hanno affrontato numerosi problemi e difficoltà, è previsto un salvacondotto all’interno del decreto fiscale in fase di elaborazione dal governo. Questo provvedimento si configura come un’imposta sostitutiva, facilitando la chiusura delle pendenze con il fisco e prevenendo contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate. In questo modo, i condomini potranno restituire una quota degli importi ottenuti tramite cessione del credito o sconto in fattura.
La norma “Salva condomini” si propone di esonerare i proprietari degli immobili da responsabilità incolpevoli legate alle irregolarità riscontrate nella differenza tra quanto effettivamente pagato dai committenti e quanto fatturato dai vari subappaltatori. Al vaglio c’è anche un’ulteriore norma, ancora in fase di definizione, relativa alle contestazioni ai cosiddetti general contractor; in questo caso, si prevede il rimborso delle agevolazioni indebitamente percepite, senza interessi né sanzioni.
I casi in cui può essere applicata la norma “Salva condomini”
Attualmente, la normativa dispone che il beneficiario finale della detrazione è sempre il committente, che nel caso dei condomini o dei proprietari diventa l’ultimo a dover rispondere in caso di irregolarità, anche se queste derivano da errori tecnici di imprese o professionisti coinvolti. Con l’introduzione del “Salva condomini”, questa situazione potrebbe subire una trasformazione significativa.
Prendiamo come esempio i lavori non completati: uno dei requisiti fondamentali del Superbonus e di tutti i bonus casa è la corretta e completa esecuzione delle opere. Per l’ex 110%, era necessario portare a termine il percorso che garantisce il miglioramento di almeno due classi energetiche dell’immobile. Coloro che non completano i lavori perdono il diritto alla detrazione e si trovano a fronteggiare contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, che possono agire nei confronti dei beneficiari dei lavori agevolati.
In questi casi, si prevede l’intervento della sanatoria, che permetterebbe, attraverso il versamento di un’imposta sostitutiva calcolata sul beneficio irregolarmente ottenuto, di regolarizzare la situazione con il fisco. La medesima procedura dovrebbe essere applicabile in caso di irregolarità nelle asseverazioni tecniche, ovvero quando quanto realizzato non corrisponde a quanto dichiarato nelle comunicazioni ufficiali, e negli errori nei SAL (Stati di avanzamento lavori). Spesso, infatti, sono stati inclusi nei conteggi materiali consegnati ma non ancora installati, pur di rispettare le scadenze relative al 110%.
Con questo nuovo scudo “Salva condomini”, si auspica una maggiore sicurezza e chiarezza per i cittadini, riducendo le incertezze legate agli interventi di ristrutturazione e incentivando l’uso corretto degli incentivi previsti dalla normativa.


