Il mercato delle costruzione 2022-2026. 14 giugno 2022, presentazione XXXII rapporto CRESME

Mercato costruzioni 2022-2026

L’inattesa guerra in Ucraina ha determinato un drammatico scenario nel sistema economico mondiale, europeo e italiano. Le incertezze a breve sulla situazione sono alte e preoccupanti.

In questo difficile contesto il settore delle costruzioni italiano sta attraversando una grande, forse eccessiva fase di crescita. I numeri sono impressionanti, bastano due esempi: nel 2021 sono stati aggiudicati 41 miliardi di euro di lavori pubblici, il doppio della media del periodo precedente; il 60% in più del 2005, il picco degli anni duemila; ma solo nei primi tre mesi del 2022 gli importi di opere pubbliche messe in gara sono saliti a oltre 20 miliardi di euro. In tre mesi la metà di quanto messo in gara negli anni eccezionali 2019, 2020 e 2021. Per quanto riguarda gli interventi di riqualificazione incentivati il 2021 si è chiuso superando i 66 miliardi di euro; la media annua dal 2013 al 2020 era stata di 28 miliardi di euro. Il 28% della eccezionale crescita economica italiana del 2021 è dovuta al settore delle costruzioni.

Questa situazione, apparentemente positiva, mostra al suo interno pesanti rischi; in primo luogo in termini di bilanci per le imprese serie. Come tutti stanno sperimentando la variazione dei prezzi delle materie prime e dell’energia è tale da mettere in discussione progetti e contratti già definiti. Una variazione prezzi derivante oltreché dal contesto internazionale anche dal rapporto di una domanda superiore all’offerta e dalla speculazione che si moltiplica lungo la lunga filiera delle costruzioni. Così le eccezionali risorse che hanno investito il mercato nel 2021 e che ancor più lo investiranno nel 2022, sia nei processi di ristrutturazione edilizia, sia nei programmi di opere pubbliche, se da un lato sono occasioni per un vero salto di scala nella qualità della dotazione di capitale fisso edilizio del paese, dall’altro mostrano le difficoltà dell’offerta nel rispondere alla domanda, in termini di imprese, occupati e materiali, oltre che di prezzo. Qualità del realizzato e tenuta del modello economico sono questioni sul tappeto che mettono a rischio anche la possibilità di rispettare i tempi stretti fissati dalle regole di spesa e dai contratti.

Se la recessione dovesse, come è possibile prevedere, arrivare in autunno, il quadro potrebbe diventare molto rapidamente assai difficile.

 

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